• Valeria Prisco

Ma perché gli uomini odiano il plissè?

Buongiorno bellezze, oggi il sole non splende intensamente e vorrei parlarvi di cose, anzi di capi d’abbigliamento che si amano o si odiano.

Tante volte mi sono chiesta: “Perché gli uomini odiano il plissè?”. Ho provato a darmi delle risposte e poi ho chiesto direttamente agli interessati, interrogando target diversi per età, cultura, lavoro e stile di vita. Ecco i risultati del report:


· Le gonne plissè non seducono perché fanno troppo signora e poco ragazza o donna ammaliatrice;

· Inoltre, i tessuti plissè su capi midi o lunghi, coprono le gambe non svelando nulla.

· Gli abiti e le gonne pieghettati, sono ben strutturati oltre che stilosi e tendono ad aumentare almeno di una taglia la figura femminile, creando cm di troppo soprattutto sui fianchi.

· I capi plissè non scivolano addosso come la seta o il raso …non stimolano la fantasia maschile!


Un pò di storia - Nonostante i pregiudizi, il plissè è rientrato nel panorama della moda con grande favore da ormai 4/5 anni. La sua nascita risale all’antico Egitto; il suo successo si deve a Mariano Fortuny, stilista spagnolo trapiantato a Venezia, che nel 1909 creò una plissettatura particolare che portava il suo nome, Fortuny, ispirata alla moda egizia.

Ma il plissè che tutti noi conosciamo è sicuramente quello del cinema di Marilyn Monroe. La diva, nel 1955, in una scena del film, Quando la moglie è in vacanza, diventa il sogno proibito americano quando un soffio di vento svela le sue gambe sotto un abito bianco con gonna plissettata. Stupefacente, indimenticabile, iconica.


Non solo plissè. Gli uomini odiano anche altri pezzi del guardaroba femminile che ammazzano la sensualità delle donne.


Al primo posto ci sono gli accessori: le scarpe modello ballerine, le zeppe e le ciabatte tipo birkenstock. Le prime sono nate per la danza e sono nane, le seconde regalano molti cm in altezza ma anche l’effetto trampolo è assicurato senza una salda andatura. Le terze saranno comode, ma solo per circolare in casa e non con la vostra dolce metà.


Al secondo posto ci sono gli eccessi vintage: gli abiti troppo sixty o seventy, i look figlie dei fiori, Austin Powers, pericolosamente anni ‘80. Meglio non esagerare e puntare sul minimalismo moderno o contemporaneo. Less is more!


Al terzo posto ci sono le salopette, le tute da aviatore e quelle che sembrano da lavoro. Pezzi unici disinvolti, sportivi e in alcuni casi, con un allure troppo militare che tende a spengere l’eros maschile.

Con questo ultimo dato di report oggi ho quasi finito! Manca una perla di saggezza. Vi lascio con la frase di uno stilista che condivido pienamente.


La moda è prima di tutto, l’arte del cambiamento. (John Galliano)


Buona vita a tutte! Alla prossima!











Foto di LG. Diritti riservati. Tutte le immagini dello shhoting sono state scattate nella splendida cornice del parco di Villa Farsetti, in Santa Maria di Sala - PD.

 October 2016 by Valeria Prisco